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La Pietatella
Le origini della Cappella Sansevero sono legate ad un episodio leggendario.
Narra, infatti, Cesare d'Engenio Caracciolo nella Napoli Sacra del 1624 che, sul finire del XVI secolo, un uomo innocente, trascinato in catene per essere condotto in carcere, passando dinanzi al giardino del Palazzo de Sangro, vide crollare una parte del muro di cinta di detto giardino ed apparire un 'immagine della Beata Vergine. Egli promise, allora, alla Madonna di donarle una lapide d'argento se fosse stato riconosciuto innocente: poco dopo, infatti, l'uomo venne scarcerato e subito tenne fede al voto fatto. L'immagine sacra divenne da quel momento luogo di pellegrinaggio e di preghiera, dispensando molte altre grazie. In seguito, Giovan Francesco Paolo de Sangro, molto ammalato, si rivolse anch'egli a questa Madonna per ottenere la guarigione: miracolato, per gratitudine fece innalzare, lì dove era apparsa per la prima volta la venerabile effigie (attualmente collocata in alto sull'Altare Maggiore), una cappelletta che venne denominata S. Maria della Pietà o Pietatella. Era circa il 1590 e, sin da allora, quel luogo di devozione divenne anche estrema dimora della nobile famiglia.
Anni dopo, il figlio Alessandro, Patriarca di Alessandria e Arcivescovo di Benevento, intraprese lavori di trasformazione, modificò il sacello in un vero e proprio tempio votivo - il cui perimetro corrispondeva a quello attuale - e collocò al suo interno alcune sepolturre dei suoi antenati.

da http://www.museosansevero.it/html/cappella.htm
 









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