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Nel 1967 fu rinvenuto un complesso d'età imperiale, formato da un ambiente centrale e due laterali che si aprono su un cortile porticato, destinato al culto dell'imperatore e sede del locale collegio degli Augustali: il <<Templum Augusti quod est Augustalium>> menzionato in una delle iscrizioni ivi rinvenute. Ci troviamo sulla striscia di terra tra punta Sarparella e punta Terone, anticamente occupata dai principali edifici pubblici della colonia: immediatamente a nord del sacello era il teatro, a sud edifici probabilmente forensi.
Il tempio, dedicato ad Augusto e a lui contemporaneo, ci è giunto nella forma che assunse in età antonina. In questo periodo (metà II sec. d. C.) furono praticati restauri e abbellimenti tra cui, per l'ambiente centrale, il sontuoso rifacimento del prospetto marmoreo, che fu anche spostato in avanti, con conseguente ampliamento del pronao. I lavori furono voluti da una Cassia Victoria in onore del marito, Laecanius Primitivus, sacerdote augustale dell'epoca di Marco Aurelio, noto anche da altre epigrafi. Il complesso, che era destinato al culto degli imperatori divinizzati, ha restituito le statue di alcuni imperatori (Vespasiano, Tito e Nerva) e di varie divinità fra cui Asclepio, Apollo e Venere, dea tutelare della gens Iulia. L'edificio fu distrutto verso la fine del II sec., probabilmente in seguito ad eventi sismici che causarono la frana del costone di tufo sovrastante.







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